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PARALIMPIADI, CALA IL SIPARIO SU SOCHI 2014: "I GIOCHI PIÙ BELLI DI SEMPRE"

La cerimonia di chiusura, all'insegna dell'impossibile che diventa possibile, celebrano il coraggio e la grinta degli atleti paralimpici. Craven (Ipc): "Avete aperto gli occhi del mondo e mostrato ciò che lo spirito umano può raggiungere". Putin in tribuna, la portabandiera ucraina con la scritta "pace"

SOCHI - "Sono stati i più bei Giochi di sempre, che hanno dimostrato che i miracoli non hanno confini". 
Le parole del presidente del Comitato paralimpico internazionale, Philip Craven, salutano le Paralimpiadi di Sochi 2014, che si chiudono alla stadio Fisht con una grande festa all'insegna dell'impossibile che diventa possibile. 
E' un grande spettacolo che celebra la forza e il coraggio degli atleti, insieme all'impegno di un paese, la Russia, che ha creato dal niente o quasi il teatro di questi Giochi e ha vinto la sua scommessa. 
Show pensato in gran parte da menti italiane, con Marco Balich produttore esecutivo delle cerimonie di apertura e chiusura, e con lui una squadra ampiamente collaudata che ha dato il meglio di sé. 
In tribuna, così come alla cerimonia di apertura, anche il presidente russo Vladimir Putin, proprio nel giorno in cui in Crimea un referendum non riconosciuto dalla comunità internazionale ma niente affatto rifiutato da Mosca proclama la volontà di secessione della penisola sul Mar Nero dall'Ucraina e di unione alla Russia. 
La squadra ucraina si presenta con l'atleta scelta come portabandiera per la chiusura, Lyudmyla Pavlenko, che indossa una maglia di colore giallo e blu e la scritta "pace".
Proprio intorno ad una scritta ruota il messaggio dello spettacolo di chiusura: compare la scritta "IMPOSSIBLE" e poi un atleta amputato alle gambe che si arrampica su una corda con la sola forza delle mani. 
Sposta un elemento, che diventa un apostrofo fra le prime due lettere. Il messaggio diventa: "I'M POSSIBLE", io sono possibile, io posso rendere possibile ciò che appare impossibile.
"Lo spirito paralimpico - ha detto Craven - ha unito e ci ha contagiato: le vostre prestazioni atletiche hanno ridefinito i confini delle possibilità umane: avete dimostrato al mondo che ogni cosa è possibile e che la vita ha risorse straordinarie a prescindere dalla disabilità". 
Craven ha fatto riferimento al "numero record di spettatori" che hanno supportato gli atleti e ai tanti che hanno potuto seguire le gare attraverso la copertura mediatica: "Avete aperto gli occhi del mondo e mostrato ciò che lo spirito umano può raggiungere".
Sono stati 462 gli artisti impegnati nella cerimonia di chiusura, iniziata con la grazia di un gruppo di ballerini in carrozzina e proseguita con l'ingresso della bandiera russa accompagnata dagli atleti che hanno portato le 30 medaglie d'oro al paese ospitante.
Su richiesta della Russia, accanto a Craven non ha parlato - come era avvenuto nella cerimonia di apertura - il presidente del comitato organizzatore, Dimitry Chernyshenko, ma il vice primo ministro russo, Dmitry Kozak. 
Un politico, dunque, per quella che è stata un'eccezione nel cerimoniale dell'Ipc, motivata con il ruolo chiave giocato dal governo russo nell'organizzazione dei Giochi. 
"Sono andati - ha detto - ben oltre le competizioni sportive, hanno mostrato quello che la gente di diversi paesi e nazionalità, di diverse culture e tradizioni, sono capaci di fare quando sono uniti da un unico obiettivo". 
"Abbiamo lavorato sette anni - ha detto ancora - e abbiamo rispettato gli obblighi: tutti gli impianti sportivi sono stati costruiti dal niente, è nato un centro sportivo internazionale con una radicale riprogettazione dell'ambiente urbano della città". 
"Gli atteggiamenti verso le persone con una disabilità sono cambiati all'interno della società russa: i Giochi paralimpici sono diventati un catalizzatore per i nostri sforzi per creare un ambiente privo di barriere in Russia: ora i Giochi sono finiti, ma vi promettiamo che questo importante lavoro continuerà in tutto il nostro vasto paese".
Lo spettacolo continua, quattro voci internazionali - Jose Carreras, Nafset Chenib, Diana Gurtskaya e Valeriy kozlovsky - la arricchiscono, poi si spegne il fuoco dal braciere, la bandiera russa lascia il posto a quella coreana, la bandiera paralimpica è consegnata al sindaco di Pyeongchang: è il passaggio di testimone in vista dell'edizione 2018. (ska)

(16 marzo 2014)

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