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In TV troppi spot a favore dei junk-foods

Eur J Public Health, 2010 May 16.

La pubblicità televisiva di prodotti alimentari ha svolto e continua a svolgere un ruolo di primissimo piano nei consumi dei bambini e sta determinando il costante aumento dell'obesità pediatrica.

È questo il punto di partenza di una ricerca che ha preso in esame gli spot sul piccolo schermo e la tipologia di cibi reclamizzati nel corso di programmi dedicati ai ragazzi di otto canali televisivi di cui sei svizzeri, uno tedesco e uno italiano.

Simone Keller e Peter Schultz, dell'Istituto di comunicazione e salute dell'Università della Svizzera italiana (Lugano), hanno analizzato le 1.365 ore di trasmissioni per bambini mandate in onda in un periodo di sei mesi nel 2006.

Su un totale di 11.613 lanci pubblicitari, ben 3.061 (il 26,4%) avevano come oggetto prodotti alimentari e la metà di questi reclamizzava cibi ricchi di zuccheri e grassi animali.

Quasi nessuno spot promuoveva il consumo di frutta e verdura.

La conclusione degli autori è che la pubblicità televisiva inserita nei programmi per bambini e adolescenti, spingendo verso scelte alimentari sbilanciate, contribuisce a ingigantire il problema "obesità".

Questa sorta di piramide alimentare distorta, che mette al primo posto cibi che invece dovrebbero essere consumati con moderazione, andrebbe rivista e sarebbe forse il caso di considerare restrizioni legislative a riguardo delle pubblicità televisive di prodotti alimentari rivolte ai più giovani.




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